13 settembre 2006
Chi passa al crudismo cui aspira Ehret (crudismo fruttariano e verduriano senza neanche proteine concentrate) si trova di fronte a quella voce che viene da dentro che vuole il senso di sazietà. Ovviamente si può ricorrere allora ad aggiunte di frutta secca, noci, mandorle, nocciole, pinoli, etc. … per esempio la bellissima ricetta di Sara: frullare mandorle e datteri, questo vi darà una base per un dolce da guarnire con crema di banane.
Alle prese con questa richiesta dal senso di sazietà, ognuno dei crudisti alla fine sconfina in qualcosa un po’ al limite: per esempio il pane esseno (cioè crudo): si tiene a germogliare il grano saraceno, lo si macina leggermente in frullatore, lo si mette ad essiccare (1 giorno), ed è pronto; ho fatto la pubblicità al grano saraceno perché non contiene “glutine”, ma la stessa cosa si può fare usando grano, farro, kamut.
Il tahin (derivato da semi di sesamo) è gustoso oltre che darti il senso di sazietà, i semi di girasole frullati ti danno il senso di sazietà, poi ci sono altri semi (di lino, di zucca, etc.)
Poi ci sono i legumi germogliati che vengono frullati crudi, prima da soli e poi con un po’ di acqua. Qui ci vuole un po’ di occhio per condirli, a volte il gusto dei germogli deve essere sotterrato.
Io spesso cerco di destreggiarmi con il senso di sazietà e di soddisfazione senza usare niente di tutto ciò: niente germogli, niente semi, mandorle, niente frutta secca, … solo frutta, lattuga, ortaggi a foglia verde, carote. Frullati, o il cavolfiore, o le zucchine, o la zucca, o la verza, o le carote, ti danno molto da masticare e un senso di sazietà sufficiente, e quindi il problema si riduce a condirli in modo da renderli gustosi, dunque con olive, alghe, miso, capperi, avocado, crauti, crema di peperoni (anche piccanti), uvetta sultanina, mele tagliuzzate nelle verdure, e chi più idee ha più ne metta!
Con il senso di soddisfazione quindi la partita finisce bene, soprattutto perché alla fine chiudo con un paio di banane (dovrei mangiare la frutta prima della verdura, lo so l’ho imparato da Ehret, ma non sempre lo faccio.)
Ma con il senso di sazietà? Beh in questo crudismo integralmente “verdur”iano c’è l’incognita che la digestione è rapida, e dunque se uno, come sempre capita, si deve appoggiare al senso di sazietà allora dopo un’ora o dopo due ore
si troverà di nuovo alle prese con questo cavallo imbizzarrito della sensazione di “mancata sazietà”.
Lo dice Jason nel suo blog, che un crudista (che fa sport) deve mangiare un volume maggiore del suo cibo per riempire la giornata o lo sforzo fisico (o, aggiungo io, il brusio emotivo di sottofondo).
Per cui Jason in una sua fase di crudismo consumava (nonostante qualche fastidio proprio fisico) muesli per crudisti (cioe’ avena).
Io ho retto molti giorni mangiando frutta ad ora di pranzo e “verdur”iano verso le 20:00 (sono proprio fiero di quanti giorni così ho infilato!. Domenica scorsa però, tra l’altro avevo anticipato il pasto della sera alle 16:00, improvvisamente verso le 18:00 tutto era digerito e mi sono ritrovato con il cavallo da domare della –mancata sazietà-.
Stavo pensando intensamente a ceci da far germogliare due giorni per poi godere della loro farinosità frullandoli crudi, già mi immaginavo come condirli, ma non avevo ovviamente in casa né ceci, né ceci germogliati, ed era domenica. Così ho fatto per la prima volta un esperimento ardito: le patate crude! L’esperimento non ha proprio trafitto il mio cuore; i piaceri e il benessere li cerco nel regime di verdure e frutta.
Veramente mi sono dovuto fare coraggio per avviarmi nell’esperimento. Ovviamente tutti dicono che le patate crude sono “bruttine” soprattutto per il gusto, ma io, motivato dal dover soddisfare la sazietà, ho trovato questa soluzione, accettabile dal punto di vista del gusto: fare una prima passata delle patate nel frullatore, poi aggiungere acqua e fare una seconda passata. Le patate crude sono pronte, ma hanno bisogno assolutamente di un cucchiaino abbondante di miso, qualche oliva senz’altro, e poi sbizzarritevi voi, io le ho mangiate con un po’ di olio e sale, ma se ero più fornito in casa potevo aggiungerci porro o cipolla, crauti, etc.
Le patate sono produttrici di muco, ma non troppo (se fatte crude!). Non suggerirei proprio di fare questo più di una volta al mese. La cremina di patate crude ti sazia, e senza lasciarti quella dipendenza o quel brusìo di sottofondo che ti lasciano i cereali. Ma come detto, le patate non sono proprio il mio obiettivo! (furono usate, insieme a tante altre cose a me insolite perché pesantucce – il pane crudo, aglio a tutta forza, etc. – dalla crudista Cristine Nolfi, che creò una clinica crudista in Olanda per curare i tumori. Un suo librettino è edito da Michele Manca Editore”).
15 settembre
Le carote frullate. Una volta condite con olive e alghe “agar-agar” (della Finestra sul cielo”). Una volta con alghe wakame e crauti. Una volte con uvetta e basilico.!! E avocado!! Prezzemolo sempre. Bene origano o salvia. Una volta condite con funghetti e olive. Una volta condite con tamari e mele tagliuzzate. Una volta condite con le buonissime alghe hiziki e i fiori e un po’ di lattuga. Se non ci fosse stato questo pasto completo (che sazia e soddisfa), sarebbe andato così lontano questo mio inizio di crudismo?
18 settembre
Con il crudismo la pelle è più “vera”, la mente è più vera, e mille altre cose vengono disseppellite dall’universo cotto.
Trovatemi qualcuno che abbia fatto i suoi primi 7-8 mesi di crudismo (cioè anche con i suoi scossoni ogni tanto), ma con tantissimi giorni 100% “verdur”iani (con tanti piccoli digiuni, qui e là), e che non abbia, forte, questa impressione!
Con i mesi poi spuntano le radici nell’abitudine nel crudismo e, se uno è molto attratto dalla differenza che c’è tra vero e falso, il viaggio continua.
22 settembre
L’alimentazione non naturale dell’uomo, oltre a creare muco, ha una caratteristica, quella del risucchio enorme di risorse dal sistema. Il ché potrebbe da qualcuno essere misurato con la sonnolenza post-pranzo, ma che ha altri effetti ad orologeria, invisibili fino a quando l’organismo, alquanto intossicato e indebolito (a questo punto con piccoli e grandi disturbi), sperimenta la differenza tra l’alimentazione moderna e quella “crudista”.
Nel momento in cui il sistema deve allocare (impegnare) una consistente fetta di operatività per rispondere all’alimentazione non adatta dell’uomo, allora la coperta diventa troppo corta, e si va per valli di stanchezza, meno lucidità, dolorini, e.. ognuno coi suoi sintomi o con la sua normalità.
25 settembre
Quello che ho detto è che la mia giornata crudista ottiene la sua sazietà o con un cavolfiore frullato, o con carote frullate, o con broccoli-rapa frullati, o con zucchine frullate o essiccate, o con una verza frullata (ognuno di questi opportunamente conditi). Quello che non ho detto è QUANTE GIORNATE ho usato il cavolfiore, quante giornate la scarola, quante giornate il piatto di carote, ..e così via. Cercherò di fare (molto grossolana) una stima di ciò (si riferisce ai miei poco più di 230 giorni di crudismo, iniziati a febbraio 2006).
Il piatto del cavolfiore l’ho privilegiato perché mi sazia e s’intona davvero con il miso. L’ho fatto un 60 volte.
Il piatto delle carote frullate l’ho fatto un 40 volte. Altre 20 volte le carote le ho fatte centrifugate (ne mangio la pappetta restante dopo averne fatto anche il succo). La verza frullata ti sazia tantissimo, quindi l’ho fatta 40 volte. Zucchine frullate o essiccate, 20 giorni. Crema zucchetta, 25 giorni. broccoli-rapa frullati, 5 volte.
Lattuga, beh questo generalmente è un contorno non un primo piatto, 85 volte. Qualche verdura a foglie verdi cotta, 10 volte. Giorni di digiuno qui e là, 32 volte. Finocchi, 15 volte. Ravanelli, 10 volte. Scarole, 15 volte. Pomodori freschi, 15 volte. Portulacea, 10 volte. Songino, 4 volte. Radicchio, 10 volte. Rucola, 25 volte. Basilico, 60 volte. Aglio, 2 volte. Cipolla, zero volte (la potrei digerire solo cuocendola).
Vediamo i condimenti: I crauti, 45 volte. Le alghe, 150 volte. Il miso, 75 volte. Le olive, 110 volte. I capperi, 10 volte. Il tamari, 15 volte. Il tahin, 25 volte. Avocado, 1 volta. Spesso poi: origano, prezzemolo, sedano.
Vediamo la frutta: innanzitutto i fiori, 100 volte. Mele 110 volte. Fichi d’india, 15 volte. Uva fragola, 30 volte. Pere, 20 volte. Banane, 95 volte. Albicocche, 15 volte. Prugne, 35 volte. Fichi, 10 volte. Latte di cocco, 2 volte. Poi la frutta con cui io ancora non vado del tutto d’accordo: arance (2 volte), anguria (2 volte).
La crema di patata cruda l’ho fatta 1 volta. Rispetto ad altre esperienze di crudismo ho cercato di snobbare le proteine “nocciolose” per quanto mi era possibile. Credo che questo sia nato per solidarietà con amici che, alla ricerca dell’alimentazione naturale dell’uomo, dovevano rinunciare a mandorle o semi di girasole per intolleranze loro. Da 2 a 5 mandorle amare al giorno, l’ho fatto 25 volte. Più di 5 mandorle, 10 volte. Germogli, 10 volte. Crema di noci + lunette di gambo di sedano, 3 volte. Nocciole, zero volte (mi sono indigeste). Noci nelle insalate, 3 volte.
Tutto ciò si è retto in piedi per la varietà, ricchezza e spesso abbondanza di condimento usato e per la sazietà che mi davano carote frullate e altri frullati “verdur”iani. Molte banane.
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