mar 7 feb. 2006: giorno 1 – il cavolfiore
il cavolfiore mi risolve spesso la giornata crudista: lo prendo lo sciacquo e via nel frullatore, il pranzo di tutta la giornata è fatto. Ovviamente dovrete avere a portata di mano elementi per insaporirlo. Il mio primo giorno crudista l’ho fatto con il cavolfiore frullato crudo e questo condimento: olive tagliuzzate, lattuga o scarole crude frullate e un fico secco (rinvenuto in acqua) frullato.
Altre volte ho imparato a mettere:
- crauti biologici
- poltiglia di miso (miso schiacciato in un egual volume di acqua)
- alghe (ormai le uso con tutte le portate crudiste)
- uvetta sultanina (variante “super” del cavolfiore crudo)
- capperi, funghetti, cremina di peperone (che mi faccio io cruda nel frullatore con acqua), etc.
Mancherebbe senz’altro il senso di riempimento che ti da’ il crudismo, se le stesse verdure venissero cotte.
mer 8 feb. 2006
Oggetto del blog che vedete è il mio resoconto sul crudismo vegano. Avevo scritto a Sara che lo avrei cominciato la settimana scorsa. Invece domenica, dopo tre giorni di crudismo, è capitata una “dose” di glutine e lunedi il riso. Credo che pensare a questo blog mi terrà impegnato con pensieri positivi. Nel giugno 2005 ho fatto un mese di quasi crudismo sbollentato (cioè usavo anche scarole, verze appena sbollentate, fagiolini cotti), un altro mese di crudismo sbollentato tra settembre e ottobre, vari digiuni (fino a 14 giorni). Grazie ad essi ho fatto osservazioni super-interessanti date dai miei rientri.. nell’alimentazione “normale”. Sono intollerante ai cereali e la cosa che più mi interessa è che mi cambiano decisamente l’aspetto mentale.
Diario: ore 19:30, mele + banane (frullate con un po’ di acqua), pere. Yoga mattina SI. Esercizio: ho sistemato un po’ di legna.
gio 9 feb. 2006
Vi do’ la ricetta del latte di mandorle (8 mandorle in ammollo, 1 banana, 1 dattero).
Sgusciate le mandorle, le frullate per un minuto almeno (mandorle che sono state tenute in ammollo per 48 ore, ma anche più, fino a 1 settimana). L’acqua che si aggiunge alle mandorle per frullarle può essere quella di ammollo. Per ogni parte di mandorle si usano due parti di acqua. Alla fine, per gli ultimi giri nel frullatore, si aggiungono una banana e un dattero (rinvenuto in acqua). Alcuni autori fanno notare che bisogna frullare acqua e mandorle anche per più di un minuto (fino a 5 min.), ma io nel mio caso mastico il latte di mandorle man mano che ne metto in bocca, perché con la mia frullata breve (1 min.) dei pezzettini rimangono in sospensione (alcuni autori li filtrano). Per godere di un gusto ancora più dolce, invece dell’acqua pura io uso l’acqua in cui ho fatto rinvenire i datteri o anche l’acqua di ammollo delle mandorle del secondo o terzo giorno. Potete notare, dopo averle sgusciate, che queste mandorle tenute in ammollo sono leggermente germogliate, il ché le rende notevolmente più digeribili (e nell’acqua di ammollo comparirà una mini-fermentazione dei germogli).
11:00 mele, 13:00 mele + banane (frullato), 19:30 banane. Oggi è stata dura resistere (un po’ di forza in più la devo anche a questo blog). Yoga mattina SI; Yoga sera SI. Esercizio: un po’ di trasporto legna.
ven 10 feb 2006
ore 13:00: “insalata dolceamara di cavolfiore” (cioè la ricetta del 7 febbraio).
Ore 19:00, mele + banane + 1 dattero: frullato con un po’ di acqua.
sab 11 feb. 2006
L’accoppiata verza e fico secco frullati è impareggiabile.
ore 13:00- frullo 1 fico secco (rinvenuto in acqua per qualche ora), verza, molte olive, un pezzettino di peperone rosso dolce, qualche mandorla (2 giorni di ammollo in acqua) … e ottengo un piatto che non vi scorderete facilmente (unica aggiunta, un filo d’olio extravergine).
ore 19:30, dal blog di Melory la settimana scorsa ho preso la ricetta della “crema goduriosa” (frullare una fetta di zucca, una banana, qualche mandorla, due datteri) e ora ne ho fatto una modifica, meno dolce, ma ugualmente interessante: una fetta di zucca, una banana, mele, un dattero, frullare il tutto con dell’acqua. Yoga mattina SI; Yoga sera SI.
dom 12 feb. 2006
13:00, Indivia belga frullata con 1 fico secco, olive, scarola, basilico. Un po’ di peperone rosso. Buonissimo. 19:30, pere, frullato di mele e banane. Esercizio: molto trasporto legna.
lun 13 feb. 2006
riepilogo delle intolleranze
Le mie osservazioni di questa settimana e di altre mi dicono che sono un po’ intollerante alle mandorle, per cui devo dosare il numero di volte nella settimana che le uso, sono poco poco intollerante ai datteri, ma uno al giorno va bene, gli agrumi per me non vanno bene. I semi di girasole sono pesantucci (ma ogni tanto forse li userò), in alternativa ci sono le noci (Eugenia neanche alle noci può appoggiarsi). Per fortuna ci sono le olive frullate come condimento.
8:30, banane, mele. 18:00, mele. Yoga mattina SI; Yoga sera SI.
mar 14 feb. 2006: giorno 8
avete presente le colazioni tipo “kousminiano” in cui uno macina uno o più semi con due o più frutti, aggiunge sciroppo d’acero o d’agave e olio di girasole? La ricetta allora oggi diventa: frullare mele, una banana, fiori di magnolia, uno o due datteri (c’è il problema di dargli la dolcezza, potreste ottenerla in alternativa ai datteri con succo d’agave), e semi di girasole macinati. Si chiama “frutta Kousmine. Yoga mattina SI; Yoga sera SI.
mer 15 feb. 2006
ho fatto la “crema goduriosa” di Melory: è stratosferica! Sono tentato però di ribattezzarla “crema zucchetta”: e se dite a qualcuno che è un gelato non esiterà a credervi. Ma dove l’ha presa la ricetta? Devo fare un giro su internet a caccia di ricette, appena posso.
Frullate una piccola fetta di zucca e un dattero. Quando il tutto è ben amalgamato aggiungere una banana presa dal freezer e frullare ancora fino ad ottenere la dolcissima crema. Io ho usato due banane e ho aggiunto un po’ di acqua nel frullatore. Inoltre Melory dice di usare qualche mandorla, ma io non ne ho usate. Esercizio: un po’ di trasporto legna. Yoga mattina SI; Yoga sera SI.
13:00, mele. 19:30, frullato di indivia belga + ortica (continuo a raccogliere roba in giardino), insalata, noci.
gio 16 feb. 2006
se frullate le carote avete davanti una potenziale insalata di carote tagliuzzate, ma come condirla? Non c’è niente come le alghe wakame (rinvenute in acqua) per dare una marcia in più di interesse ad un’insalata di carote frullate. Io ci ho messo a frullare pure una prugna umeboshi, ma è facoltativo, poi ho fatto una frullata anche di lattuga e ho mischiato tutto (19:30). Le alghe wakame sono alghe secche da tagliuzzare in schegge corte e poi da far rinvenire in acqua per 15 minuti. Se assaggiate un attimo l’acqua in cui sono rinvenute le alghe wakame, capirete quanto è vero che questa verdura del mare è la cosa appetitosa più concentrata di minerali essenziali sull’intero pianeta. Non ho usato sale, un filo di olio ex. oliva.
ore 13:00, mele (non mi stanco mai di mangiare mele? Mi è capitata una cassetta di mele annurche biologiche di un sapore e gusto intenso; di solito preferisco pere di buona qualità, ma queste annurche, per quanto mele, gli fanno concorrenza).
ven 17 feb 2006
13:00, pere.
19:00, scarole e olive, tutto frullato; kiwi e mele. Febbraio, è decisamente il mese delle scarole (buone).
lun 20 feb, 2006
Ogni tanto (questo senza citarlo nelle ricette) prendo dei fiori in giardino e li aggiungo alle varie verdure).
9:00, 1 mela;
13:00, 2 mele.
19:30, frullata con zucca, lattuga, alga wakame, olive (tutti questi frullati vegetali di cui vi dico li condisco alla fine con un po’ di olio ex. di oliva). Dessert: frullato di 1 fetta di zucca e due banane, con dell’acqua (cioè la crema zucchetta, senza il dattero, e la farò sempre senza dattero da qui in poi).
Sabato e domenica (18 e 19) ho fatto due giorni di digiuno per disintossicarmi un po’.
mar 21 feb. 2006
Giorno 15. A volte uso come “sale” esclusivo l’acqua in cui faccio rinvenire le alghe.
19:30, carote frullate, alghe wakame (spezzettate e rinvenute in acqua), lattuga. Frullato di 1 fetta di zucca con due banane. 13:00 mele.
mer 22 feb. 2006
13:00 mele, banane.
20:00 ho accettato una dose di glutine…
gio 23 feb. 2006
In questa ricetta non si usa il frullatore: cuore di carciofo, finocchio, olive, alghe hiziki, miso. Interessante! La chiamo “carciofo e finocchio plus”. Oggi sono stato a pranzo da Maria, che ha accolto tutte le mie “nuove” indicazioni e mi ha preparato quello che più mi stava a cuore. Abbiamo visto che cosa aveva in casa e abbiamo scoperto questa ricetta per fare il carciofo. Mi diceva che i suoi genitori mettevano pure mele tagliuzzate in questa ricetta, ma era buona e non ho fatto in tempo a sbucciare una mela. La sera: scarole, tahin e olio ex. oliva. Dessert: mele + banana.
ven 24 feb. 2006
Oggi ho inventato la “crema esotica”: la pianta di magnolie era completamente fiorita e per non far perdere i fiori (almeno una trentina, altri già a terra) ho fatto il tentativo! E’ andato bene: buono davvero. Ho messo nel frullatore tutti quei petali, un po’ di acqua, una banana e mezza, poi ho aggiunto tahin, molto tahin, olio ex. oliva. Neanche la Kousmine ha avuto questa idea, ma davvero si può mangiare con soddisfazione (grazie tahin!). Yoga mattina SI, Yoga sera SI.
sab 25 feb. 2006
Ieri ho anche inventato, di sera, la crema “rossa” (se si diluisce con un bel po’ di acqua in più prende il nome di yogurt rosso, l’ho provato, buono!). Ho preso la rapa rossa (quando l’ho presa pensavo che era cruda, invece ho scoperto un po’ deluso che era stata trattata a vapore, comunque l’avevo comprata e l’ho consumata). Frullate una rapa rossa, aggiungete un po’ di acqua, frullate un altro pochino poi aggiungete due banane (dal freezer); frullate qualche secondo e servite.
Ho fatto una piccola ricerca sulla rapa rossa e si raccoglie all’incirca a settembre. Cruda ha tantissime proprietà riconosciute (sul mio computer ho fatto una bella scheda sulla rapa rossa). Mi ero avvicinato al crudismo come tappa di accomodamento ad un eventuale “diventare fruttariano”, ma credo proprio che le verdure mi intrattengono più di quello che pensavo prima.
Oggi vi devo spiegare la mia scoperta magistrale, “i fiori”. L’idea dei fiori nelle insalate mi era venuta essenzialmente perché ne parlano i Veda, gli scritti più antichi (e secondo me autorevoli) giunti fino a noi. Ma in che regale strumento mi dovevo imbattere proprio a questo punto! In queste tre settimane (..quasi) io li avevo qualche volta frullati in insalate, ma la loro presenza in quanto a gusto era totalmente silenziosa (con o senza fiori, l’insalata ha al 100% lo stesso gusto di prima, assolutamente nulla in più in quanto a sapore valgono le insalate con l’aggiunta di magnolie; cambia solo l’impatto visivo, i colori). Mi ero anche chiesto perché dovessi accettare questo dono dei fiori nell’alimentazione se nelle insalate non cambiano niente (in gusto). Sono andato avanti con l’ispirazione che comunque i fiori stavano per cadere per terra e ieri ho fatto quella mega-insalata di magnolie (una zuppiera gigantesca piena). A dire il vero se avessi avuto due o tre foglie di insalata ce li avrei messi volentieri (si sarebbero combinati bene sia con i petali, sia con il tahin, ma non li avevo). Poi ho capito: quelle magnolie hanno un effetto di attutire i movimenti emotivi e mentali, ..anche la fame, ma un po’ tutto. Ti danno improvvisamente uno strato di un paio di centimetri di serenità (!!). Non a caso il 14 febbraio, nonostante l’insalatona di magnolie non era stata congegnata bene, la sera non mangiai ed ero sereno ed appagato. Mi pare di essere più che certo che l’insalatona di magnolie oggi a pranzo mi ha dato grande tranquillità (e quindi meno stimoli a mangiare). i FIORI DI BACH…!! subito mi sono venuti in mente. Che grande scoperta questa dei fiori! Equilibrio della mente!! Uno strato di un paio di centimetri di serenità! E io che li avevo considerati semplicemente per “allungare” l’insalata (come succedeva fino a poco tempo fa in momenti di particolare povertà): i fiori erano tenuti in conto di ortaggi, per fare volume in mancanza di altro.
Come usarli: Fare un’insalatona solo di petali diventa destabilizzante per la ricetta (troppo insolita).
Il modo numero uno che consiglio e’ di nascondere i fiori nelle insalate (scarole, lattuga, verza, carote, etc. etc. etc.)
Il modo numero due è nella “crema zucchetta”. Non l’ho provato ancora, ma credo che la ricetta possa solo migliorare con la consistenza dei petali frullati e il loro leggerissimo aroma (in quel lago di dolcezza).
Il modo numero tre, insalatona di petali, l’ho provato il 14 febbraio, vedi anche ricetta “frutta K. dolce”, poi quella che ho fatto ieri (“crema esotica”), ma davvero non è obbligatorio. Yoga mattina SI, Yoga sera SI.
dom 26 feb. 2006
Yoga mattina SI, Yoga sera SI. E’ vero, oggi avevo in programma “digiuno” (come ho fatto ieri). Poi ho notato una certa inquietudine, come quella di mercoledi’, e siccome in questi giorni sono particolarmente messo in condizioni di sgarrare ho deciso che era meglio farmi la mia razione di fiori (per domare la mente) e organizzarmi un piccolo pranzo luculliano (che sazia) crudista. Così ho fatto un’insalata di foglie dure della pianta di cime di rapa (frullate), condita con tahin e olive. Con tahin e olive si possono condire con soddisfazione pure le pietre evidentemente, perché era proprio buono! E pensare che queste foglie bruttine, quelle più dure della pianta di cime di rapa l’anno scorso, anche se bollite, cercavo di non mangiarle.
Mi sento molto sicuro ora. So che il crudismo che sazia è molto più bello e completo di quello che mi capitava prima.
Il percorso è questo: uno capisce la valenza della nuova alimentazione (il ché include capire, osservare già mentre sta nel regime vecchio, io per es. conosco il glutine e il riso come le mie tasche, come si stà con e come senza, grazie ad un’osservazione di qualche mese), infine prende rifugio mentalmente in questa scienza del crudismo vegano, dove ci sono tantissime cose da osservare.
“Capire la valenza” e “prendere rifugio” a volte sembrano proprio non bastare, per sostenerli bisogna costruire vari strati di organizzazione e vigilanza, come per fortuna ho fatto io domenica, per non fare CAPITARE le vecchie abitudini.
Ritorniamo allo sgarro di mercoledì. Ovviamente “la dose” mi ha fatto venire una fame il giorno dopo e ancora nei giorni successivi stentava a riassorbirsi quella frenesia. Per lo sperimentatore in erba ci sono dei momenti e situazioni in cui il mondo intero vuole che tu sgarri. Lo sperimentatore deve sapere che c’è un tempo per vincere il confronto e un tempo per EVITARE il confronto. Quando arrivo al confronto in quel particolare momento in cui il tentatore avrà di certo la meglio su di me, mi rendo conto che sono stato un cattivo organizzatore dei miei piani, è l’organizzatore da biasimare, non colui che cede in quel momento sfavorevole. E se proprio vi lasciano in regalo un pezzo di glutine, subito recapitatelo alle galline del vicino o datelo agli uccelli. Col tempo poi si acquista una marcia automatica e sempre meno richiami da errori e devianze (es. Sara).
Insomma nei primi tre quattro mesi è impossibile non curare tantissimo la parte di organizzazione e vigilanza.
E soprattutto non sopravvalutatevi, non accettate sfide “troppo forti”. Bisogna saper riconoscere le situazioni in cui è richiesto “mettersi sulla difensiva” (e le situazioni in cui non è richiesto). Uno a volte non si vuole mettere sulla difensiva per gentilezza verso l’altro, oppure per il piacere della compagnia, per non fare l’orso .. e quando la situazione “troppo forte” ci è sotto il naso è troppo tardi, ci dovevamo pensare prima. Cito Giorgio Gaber: “Non ho paura di quel tizio “acchiappa-tutto”, di come ne parlano, di cosa fa, ho paura dell’ acchiappa-tutto che è dentro me”. A volte sembrerà che gli altri ci vogliono “tentare”, addirittura con ogni mezzo allontanarci dai nostri intendimenti. Ma davvero è una questione di “smetti-intendimenti interiore”, quello di cui parlava Gaber. Conoscendo quello dentro di noi sapremo esattamente come educarlo ad andare in pensione, attraverso la disciplina del selezionare efficacemente le due cose distinte, (1): “ora è il momento di mettersi sulla difensiva” e (2): “ora non mi farà un baffo, per questa situazione non c’è più bisogno di mettermi sulla difensiva”.
lun 27 feb. 2006
giorno 21 – Tollero molto di più le mandorle amare (me le ha regalate Maria) che le mandorle normali. I fiori vanno bene nel latte di mandorle e sicuramente bene nella crema zucchetta. Yoga mattina SI. 19:30, lattuga, radicchio e magnolie condite con alga hiziki, olive e tahin. Latte di mandorle (10 mandorle amare + 2 banane e 1 dattero).
Michele mi ha parlato di yogurt di soia (da negozi di alimenti biologici), con cui condisce con soddisfazione insalatone e verdure di ogni tipo. E’ un “fuori-quota”, cioè non sarà certamente crudo. Comunque lo cercavo .. e non l’ho trovato! la settimana scorsa sono andato nel negozio di alimenti biologici di Luca e mi ha detto che non l’aveva e che gli arriva solo il venerdì!
Ma oggi mi è venuta un’idea, ecco la ricetta dello “yogurt rosso per condire insalate”: frullate bene una rapa rossa (cruda è meglio anche per il gusto), aggiungete un po’ d’acqua e un po’ meno di mezza banana. Aggiungete acqua per lasciare la consistenza di crema e dare quella di yogurt. Il retrogusto della rapa rossa le permette di diventare un ottimo ingrediente di un condimento per insalate. Eventuale aggiunta di basilico, frullato bene insieme alla rapa rossa.
Chissà come è questa ricetta con la rapa rossa cruda; vedremo a settembre.
A proposito di condimenti… mi sono procurato CRAUTI BIOLOGICI (non vedo l’ora di dirvi, in settimana, che ne penso). Ho comprato anche il daikon (ravanello secco per insaporire le insalate). Ho comprato alghe kombu (che considero condimento per le insalate e le carote). Ho comprato il miso e il tahin. Sull’avocado, che frullato si può considerare un vero e proprio condimento per insalate, non ho ancora potuto mettere le mani. Anche sul tahin, che si compra nei negozi di alimenti biologici, un giorno o l’altro metterò le mani.
mar 28 feb. 2006
13:00, mele.
19:30, 1 lattuga condita con crauti e alghe hiziki (e fiori). Poi una verza frullata con 1 fico secco, crauti e tahin. Banane. Yoga mattina SI.
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