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Adoro l’estate!

Ok, non è ancora ufficialmente estate e per di più qui piove e fa anche freddino, a ben vedere.

Però almeno è arrivata la frutta estiva ed è anche abbastanza decente, e tanto mi basta per essere contenta :-)

Ho già assaggiato i primi meloni, fragole e ciliegie in abbondanza, e finalmente anche pesche ed albicocche.

Ecco quindi il mio pranzo di oggi, mentre la colazione è stata un bicchiere gigantesco di spremuta con le ultimissime arance biologiche che sono riuscita a reperire (ecco, le arance mi mancheranno molto mi sa….).


(la foto fa davvero orrore ma non ci ho messo impegno…)

E’ un mix di pesca, albicocche, banana e mango. A proposito di mango, visto che in molti me lo chiedono, si tratta di mango proveniente dal Pakistan, ovvero questa varietà:

E’ solitamente molto molto dolce, sempre perfettamente maturo e aromatico e lo trovo nei banchi di frutta e verdura dei Pakistani. Da quel che so giugno è proprio la stagione giusta per questo frutto. Non compro quasi mai quello proveniente dal Sudamerica perchè è spesso fibroso, sempre troppo acerbo e raramente saporito.

Per finire, ecco il gatto sul tetto che scotta…… Mr. Lampone che gironzola sui tetti e domina il quartiere…. micio fortunato, eh? ;-)

Crudo e Cotto

Ringrazio Francesco, A.K.A. Peaceful Rawrior, per aver postato questo articolo di Costacurta su Facebook.
E’ un po’ lungo ma molto interessante ed esplicativo in tema di crudismo, pertanto non posso fare a meno di condividerlo con voi.

L’articolo è di Lorenzo Bettanin ed è tratto dal sito della Scuola di Naturopatia di Luigi Costacurta.

Il crudismo è un modo di vita e non ha nulla a che vedere con la new-age e similari, in quanto la storia del crudismo è lunga, ricca di sperimentazione e dati scientifici, ma soprattutto si basa sul vissuto umano; dal punto di vista genetico, la nostra biochimica e fisiologia si sono evolute da una dieta di cibi crudi: tutti i processi di digestione e assorbimento si sono evoluti quando l’uomo primitivo si nutriva di cibi crudi, dalla carne, pesce ai vegetali. L’uomo primitivo sebbene potesse controllare il fuoco, non cucinava gli alimenti (prof. Jordon ), e tutt’ora le popolazioni indigene sulla terra consumano alimenti crudi e per minima parte cotti.

Per cercare di comprendere perchè l’uomo ad un certo punto della sua evoluzione sia passato dall’alimentazione crudista alla cottura del cibo, bisognerebbe prendere in considerazione parecchi punti di vista. Uno di questi potrebbe essere la visione anatomo-storico-evolutiva, uno potrebbe far riferimento agli studi paleoantropologici (i forti sconvolgimenti metereologici e geologici, es. le glaciazioni del pleistocene indussero l’uomo a cucinare il cibo per crearsi riserve), altri alla paleobotanica ecc., e tutti questi ci aiuterebbero a capire come l’uomo è arrivato alle “ragioni delle tradizioni”.

Tutto ciò richiederebbe una trattazione lunga e complessa e quindi mi soffermerò solo sugli aspetti più evidenti del tema crudismo. Ricordo solamente che in seguito agli sconvolgimenti climatici avvenuti tra 200000 e 120000 anni fa l’uomo ha subito l’adattamento alimentare, in quanto non avendo le caratteristiche anatomofisiologiche del granivoro, nè tantomeno carnivoro ha dovuto ricorrere alla cottura per rendere commestibile il cereale e la carne, in seguito estesa ad altri tipi di alimento. Read more »

giorno 6….

Eccomi.

Ho lanciato un programma detox e ho fatto la lista di ciò in cui mi sarei impegnata, e ne ho rispettato la metà.

Torno a scrivere quindi, metaforicamente, con le orecchie basse e la coda tra le gambe :-)

Intanto dovevo scrivere ogni giorno, fotografare quello che mangiavo, andare a correre….non ho combinato niente di tutto questo, perchè sono dovuta andare a scuola a fare un paio di lezioni, poi è venuta a trovarni Bea, poi si è messo a piovere ininterrottamente per 2 giorni, ho iniziato un corso di teatro…un caos!

Recupero un po’ in questo post e riprendo in mano i buoni propositi da subito.

Bea è partita da poco, è stata con me 3 giorni e mi ha aiutata a ripulire la dispensa di un po’ di cibarie, specialmente le molte banane congelate che avevo da tempo in freezer. Io ho cercato di limitarne il consumo privilegiando spremute e creme di mela (ho tante di quelle mele in casa che non si può credere…) ma ad una delizia come la colazione di stamattina, che vedete qui sotto, non ho potuto resistere (anche perchè ne avevo preparato una montagna e Bea era in seria difficoltà a finirla, ho DOVUTO aiutarla!!).

cremaciok

Gli ingredienti, se siete interessati, sono: banane congelate, burro di mandorle bianche, agave, cacao, cioccolato, spezie (qui ho usato la miscela Alles Liebe, sempre Sonnentor, che contiene fiori vaniglia e peperoncino).

Bea in questo periodo è presissima dalle attività di baratto, e frequenta assiduamente il sito zerorelativo. Infatti mi ha barattato con una ragazza di Mestre 3 miei libri che non mi interessavano più con 4 paia di orecchini decisamente carini!

Tra le tante cose fatte in questi giorni c’è da registrare l’uso abbastanza assiduo della Poderosa. Anche Bea era, come è giusto che sia, in estasi di fronte alla meraviglia tecnologica. Difatti le ho restituito parte dei 5 kg di semi di sesamo che mi aveva regalato sottoforma di tahini, ottenuto proprio con la potenza del magico vitamix in pochi minuti.

Ieri sera ho anche iniziato un mini corso di teatro, una impresa difficilissima per me, dato che la timidezza patologica che mi affligge mi ha sempre fatto vivere con terrore esperienze del genere….però il corso è gestito da una amica, e ho voluto provare la sfida. La prima richiesta della nostra insegnante è stata quella di individuare il nostro animale totem, in maniera istintiva, ed è così che ci identificheremo, e ci chiameremo,  in tutta la durata del percorso. Io ho immediatamente pensato ad uno scoiattolo. E’ timido, sempre indaffarato, va in letargo d’inverno e si ciba di nocciole e fruttini. Sono decisamente io! Non notate una incredibile somiglianza??

scoiattolo

Tornando a parlare di cibo, in questi giorni mi sono nutrita di enormi insalate, tipo questa:

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oppure di tantissime spremute, tipo questa:

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tuttavia cercherò di essere più precisa nella descrizione dei miei pasti, soprattutto più metodica….

Dunque, tornando ad oggi, ho fatto colazione con Bea con la crema cioccolatosa di cui sopra. Ora ho giusto due ore prima di andare a lavorare, il che significa che di correre oggi non se ne parla perchè fuori piove, devo sistemare delle cose in casa, perciò il massimo che riuscirò a fare sarà un pranzo a base di succo di mela, e forse una cena altrettanto simile.

Domattina, invece, niente scuse: avrò tutto il tempo di un bel giro al parco.

Barefoot

Un crudista/igienista che si rispetti difficilmente sarà una persona che ama le sovrastrutture e le cose artificiali, in tutti gli aspetti della vita.

Non è la regaola, ma in generale chi semplifica la propria alimentazione al punto di riuscire ad apprezzare e preferire il cibo come lo ha creato la natura stessa, senza manipolazioni, sarà anche in grado di apprezzare tutte le altre creazioni di madre natura senza manipolazioni. Sarà anche per questo che da tempo la città mi sta diventando sempre più stretta e insopportabile.

E’ normale, in quest’ottica, apprezzare e desiderare stati di vita più naturali, i vestiti costosi e firmati non interessano più, i beni materiali diventano meno importanti, e in generale si abbandona il conformismo perchè uniformarsi non è più prioritario.

Nella ricerca della semplificazione sono sempre rimasta affascinata dai barefooters, ovvero dalle persone che cercano di tornare alla nostra vera natura camminando scalzi il più possibile (in fondo gli uomini non sono nati con le scarpe, no? E le scarpe possono causare una miriade di problemi alla schiena, alla postura e chissà quant’altro). Non sono mai però riuscita a capire come sia fattibile camminare scalzi in città….in spiaggia è ovvio, anche sull’erba anche se già più complicato per via delle innumerevoli schifezze che si possono calpestare, ma in città sull’asfalto…come si fa? Eppure, i barefooters mi affascinano. Oggi ho fatto una scoperta grazie ad internet. Per chi vuole camminare scalzo ma non è pronto ad affrontare le insidie del nudo suolo, ci sono delle alternative interessanti, ovvero delle “scarpe”che offrono una certa protezione ma lasciano il piede in uno stato di minore costrizione delle scarpe. Eccole:

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Non sono stranissime? Se fossero acquistabili anche qui (non lo sono purtroppo, anche perchè è fondamentale provarle ed assicurarsi che calzino come un guanto) mi piacerebbe molto sperimentare questo “piede alieno” :-D

Missvanilla e la macrobiotica

Ebbene, ieri ho partecipato per lavoro ad un corso di macrobiotica.

Si è trattato di un corso teorico sui principi base della macrobiotica con un assaggio finale di alcune preparazioni.

Io che vado ad un corso di macrobiotica è curioso vero? Il crudismo sta alla macrobiotica come il mio gatto sta al concetto di calma e tranquillità: non ci sono punti in comune.

O perlomeno questo è quello che ho sempre pensato.

Alcuni punti in comune ci sono in effetti. Macrobiotica e crudismo sono vegan, anche se ci sono crudisti e macrobiotici che mangiano anche animali.  Sono due stili di vita altamente depurativi e capaci di far guarire da molte patologie causate dal cosiddetto benessere.  Non sono semplicemente due diete ma due stili di vita veri e propri. Portano le persone ad avere una cura ed un rispetto particolare per il proprio cibo. Danno la preferenza agli alimenti nel loro stato integro, eliminando tutto ciò che è innaturale, elaborato, processato, adulterato. Permettono, quindi, di entrare intimamente a contatto con le energie e le proprietà degli alimenti consumati.

Quello che ho imparato però è che esistono anche interpretazioni diverse della macrobiotica, che a volte si allontanano dal purismo assoluto e guardano di più il lato pratico, o che si adattano alle tradizioni culinarie dei luoghi in cui viene applicata.

Esistono anche interpretazioni diverse del crudismo: può essere più o meno elaborato, possiamo incontrare crudisti che addirittura non mangiano mai insalata ma solo cibi elaborati nel proprio essiccatore (versione non raccomandabile da Missvanilla!!) o crudisti che non ammettono nemmeno l’uso del coltello per tagliare la frutta perchè nessuna lavorazione deve essere inflitta al proprio cibo.

Tuttavia un macrobiotico guarderà con orrore la mia alimentazione cruda, specie in inverno, perchè dal suo punto di vista è altamente Yin, ovvero raffreddante, e spesso ricca di cibi esotici e anche fuori stagione. E’ un punto valido che mi ha fatto riflettere.  Anche se non amo e non concordo con la complessità macrobiotica della continua ricerca dell’equilibrio Yin e Yang ci sono comunque degli aspetti interessanti che sarebbe bello applicare non solo nell’alimentazione ma in tanti altri aspetti.

Concordo sulla necessità di rimanere il più possibile legati alla stagionalità e alla provenienza dei cibi, ma come può fare un crudista d’inverno?

I problemi invernali iniziano quando finiscono i cachi e a quel punto la faccenda si fa dura, perchè tocca sopravvivere con mele, pere, arance e kiwi.  Per concentrare un poco le energie e mangiare un pò più Yang mi vengono in mente insalate di verdure invernali, come radicchi, finocchi, carote, zucca, rape, broccoli e cavolfiori, verse e cappucci…. condite con frutta secca come le noci e spezie.

Si tratta di verdure invernali, ma le radici che crescono sottoterra hanno energia Yang e dovrebbero aiutare, e anche le spezie.

Per colazione a me piace molto frullare delle mele e pere con prugne secche e tanta cannella, che scalda. E poi si può usare l’essiccatore o il termosifone per fare biscotti e altri cibi un poco più densi. Se c’è qualche macrobiotico che mi legge, mi dia qualche altra idea, o mi corregga se sto scrivendo cavolate!

Comunque, se proprio l’inverno è insopportabile, non credo che qualche zuppa di verdura e qualche tazza di tisana siano la fine del mondo. Un’altra idea interessante sono le verdure fermentate e pressate (che poi sono gli insalatini macrobiotici), molte ricette gustosissime le trovate sul mio forum a Promiseland.

Non sono certa di riuscire a non comperare più banane, che sono l’unico frutto esotico che mi concedo…ci proverò e osserverò l’effetto sulla mia energia.

Ieri dopo il corso ho assaggiato tutte le preparazioni che la nostra relatrice aveva preparato per noi, ero molto curiosa. Ho mangiato della zuppa di miso, delle tartine con crema di Hiziki, un kanten di mandorla e uno di mirtillo, e dei biscotti. Era tutto delizioso ed ha avuto un effetto interessante su di me: mi ha fatto sentire molto sazia, ma ho avuto meno energia del solito, anche se piacevolmente tranquilla…o forse un poco addormentata?

Meet your meat: dedicato agli onnivori di passaggio

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questione palla di pelo

dunque… spiego un attimo la questione palla di pelo, ieri ero di fretta e non ho scritto molto…

Beh, ieri sono andata a trovare Barbara la cui mamma, ne avevo parlato tempo fa, ha una specie di casa famiglia per animali sfigati, dalla gatta affetta da nanismo al merlo con l’ala spezzata, al passero in fin di vita, per non parlare della moltitudine di cagnetti. Di fianco vive la sorella, zia di Barbara, che ha invece una casa famiglia per gatti. Al momento ne ha 20 che vivono nel suo ampio giardino.

Io ero andata per conoscere qualche gattino, e molto probabilmente per adottarne uno… Barbara mi aveva parlato di una trovatella raccolta in un cassonetto, ed ero abbastanza convinta di finire col portarla a casa. Invece non l’ho fatto.

Questa gattina vive nel giardino della zia di Barbara già da 3 mesi, è bella e vispa e ieri era felice e scatenata, si arrampicava su ogni albero… non sono riuscita a portarla via per metterla in appartamento.

In compenso pensavo di prendere con me un altro micetto, abbandonato dalla mamma che non lo voleva allattare e adottato da un’altra mamma gatta, che però sta già allattando la sua batteria di gattini, ed è magra e sfinita, poverina. Questo gattino è ancora piccino, mi fa tenerezza, è rosso, e siccome il suo destino è quello di essere adottato… beh penso che la seconda mamma adottiva potrei essere io. Il cucciolo però è ancora troppo piccolino, e forse altre 2 settimane di allattamento, a patto che riesca a trovare ancora del latte, potrebbero fargli bene. Insomma tornerò tra 15 giorni.

Ora però nascono dubbi e domande.

E’ giusto che viva in casa? Mi consola in parte il fatto che lo prenderò da piccolino e quindi non si sarà ancora abituato alla vera vita da gatto all’aperto. E che è un gattino che non sarebbe sopravvissuto, quindi forse la mia casa è il male minore.

E’ giusto che mangi carne, o sarebbe meglio crescerlo vegan? In questo caso non lo crescerò vegan. Il negozio dove lavoro vende anche la carne ed il pesce, e posso portare a casa le cose che non vendiamo (nessuna di noi mangia animali), il micio quindi mangerà gli avanzi, che  già raccolgo per i cani del canile di Monselice.

Rimane l’ultima spinosa questione… la sterilizzazione dell’animale.

Per anni mi ero ripromessa di non tenere con me animali perchè contraria alle manipolazioni che questi subiscono per adattarsi alle esigenze (e all’egoismo) di noi umani. Insomma, noi umani li abbiamo snaturati, privati di un luogo dove vivere liberi, ed ora li costringiamo ad essere privati della loro sessualità e libertà per adattarsi meglio alle nostre case.

Il dubbio è grande, starò facendo la cosa giusta? Qual è l’alternativa per quel gattino? Qual è il male minore?

Cosa ne pensate?

PS Giuggiola non vive con me, mi prendo cura di lei quando mia mamma è in vacanza. Altrimenti col cavolo che vivrebbe di croccantini ;-)

Cavie, guru e artisti…

Il mio computer è tornato a casa sano e salvo, ripulito da ogni bestiaccia infettante e scarti di programmi, leggero e veloce.

Fuori diluvia e fa un freddo cane.

La giornata è ideale per rimanere a casa a leggere (mi mancano solo 400 pagine per finire “Il quinto giorno“: le forze degli oceani si sono stancate degli abusi umani e si stanno ribellando, cercando di eliminare i parassiti umani dalla faccia della terra… voi che mangiate ancora pesce leggetevelo sto libro.. :) ) e per andare al cinema più tardi (Kung Fu Panda aspettami!!).

La giornata è anche ideale per rimettere a posto la casa in disordine, sistemare le carte e la posta arretrata, che nel mio caso significa credo una trentina di email a tema alimentare, consigli e suggerimenti da dare, e anche un post da scrivere. Chi non ha ancora ricevuto una mia risposta non disperi, mi sono rimessa a lavorare :)

In questo periodo ho pensato a diversi argomenti da trattare, che rimando da tempo, tra i quali un articoletto sui cereali, uno sul digiuno e sul perchè NON dovete digiunare, e altre cosucce.

Tuttavia volevo dire due cose sull’argomento che ultimamente ha dominato i commenti di questo blog.

In breve, un utente di recente mi ha criticata per il mio utilizzo di alimenti non crudi, nonostante io abbia scritto assieme a Stefano Momentè un libro intitolato Solo Crudo. Qualcuno pensa che io sia incoerente, qualcuno pensa che l’utente di cui sopra sia troppo intollerante.

Per conto mio, non ho problemi ad annunciarvi che la mia alimentazione non è cruda al 100%. Non l’ho nemmeno mai affermato, in effetti.
Il caffè mi piace, anche se so che bene non fa.
I condimenti che uso non sono crudi e puri al 100%. Probabilmente anche la frutta secca che uso non rispetta il criterio dell’essiccazione sotto i 40° (ne dubito fortemente in effetti).
Inoltre mi capita a volte di mangiare o assaggiare cibi che sono stati cucinati, senza nessun problema, rispettando sempre la mia etica, che è quella di non sfruttare gli altri animali.

Eppure ho contribuito alla scrittura di un libro che si chiama Solo Crudo e propagando l’alimentazione crudista.

Sta a voi decidere se quello che scrivo ha senso oppure no, se sono contraddittoria o incoerente oppure no.

Dal canto mio, ritengo di conoscere abbastanza ciò che affermo e quindi lo affermo con discreta sicurezza, perchè ciò che scrivo si basa semplicemente su quello che ho provato o sperimentato in prima persona.

Credo che l’indignazione di alcuni verso la mia presunta incoerenza derivi dal bisogno di certi di trovare un guru, qualcuno che abbia scoperto la verità e sia talmente duro e puro da vivere coerentemente con questa verità assoluta.
Credo che gli atteggiamenti assolutistici derivino dall’insicurezza, e quindi dal bisogno di trovare un modus vivendi sicuro, certo ed infallibile.

Io non credo però ad un modus vivendi certo ed infallibile, credo che tutto sia sempre in evoluzione e cambiamento e credo che la sperimentazione e la ricerca continue siano importantissime per la crescita di ciascuno di noi.

Inoltre, io non sono il guru di nessuno, non mi pongo come guru, e non voglio fare il guru.
Ognuno deve essere il guru di se stesso, non crecate mai qualcuno che vi guidi, trovate sempre la vostra strada da soli… è l’unico modo per non rimanere mai delusi da nessuno e per affermare la vostra identità, la cosa più preziosa della vostra vita.

how-long-till-coconuts.jpgNon essendo un guru, e non volendo fare il guru, quello che mi sento di essere è una cavia. Io sono per natura curiosa e sperimentatrice, e lo scopo del blog è quello di mostrare gli esperimenti che continuo a fare su me stessa, al vostro servizio. Ne ho fatti tanti, di esperimenti. Usateli come volete, per sperimentare anche voi oppure per cambiare totalmente direzione. Io amo leggere le esperienze delle persone, amo leggere i blog e i forum, amo scoprire cose nuove, e amo raccontare quello che faccio. Amo leggere, studiare, conoscere ed approfondire gli argomenti per capire quello che sto facendo, dopotutto ho una mente ed una formazione scientifiche e razionali, nonostante la mia vena di follia.

Questo mio atteggiamento mi ha portato a conoscere il crudismo più di 5 anni fa. L’ho sperimentato, ho condiviso le mie esperienze con altri crudisti, ho vissuto 4 anni con un crudista, ho viaggiato per conoscere altri pazzi come me, ho provato le varie correnti crudiste, quella godereccia che fa uso di essiccatore e aggeggi strani per trasformare le verdure (li ho tutti a casa!), quella purista che prevede di mangiare solo frutta, ho provato qualche settimana solo a base di succhi di vegetali, ho digiunato varie volte fino a provare a stare senza cibo per ben 18 giorni, giusto per vedere l’effetto che fa, ho provato a reintrodurre le verdure cotte e altre cose, ho fatto l’idrocolonetrapia, il Shankprakshalan, il kung fu, la meditazione, lo jogging alle 5 del mattino, i riti tibetani, i frullatoni verdi, il bicarbonato al posto dello shampoo….. e vi ho raccontato tutto da 4 anni a questa parte, raccontandovi anche cosa è andato bene e cosa è andato male.

Successivamente, dopo anni di sperimentazioni su me stessa, e anche dopo un diploma triennale in nutrizione olistica perchè come dicevo credo anche nella formazione più o meno accademica, ho pensato di collaborare con un valido autore come Stefano per diffondere quanto imparato attraverso la carta stampata.

Io però non sono un guru, non sono assoluta e non sono perfetta, perchè questo mi impedirebbe di esplorare e crescere ancora. Sono solo una cavia, a vostro uso e consumo attraverso le esperienze che mi diverto a condividere con voi.

Ogni volta che qualcuno mi scrive entusiasta perchè mangiando meglio, più vegan o più crudo, ha iniziato a sentirsi più sano, più felice e più  in armonia col mondo, beh ecco io mi rendo conto che allora fare la cavia è servito a qualcosa, e mi ritengo soddisfatta.

Però magari domani mangerò con gioia una zuppa fatta con le verdure fresche e bio del mio amico contadino che abita non lontano da me, non mi sentirò in errore per questo, e dopodomani continuerò a parlarvi convinta dei benefici del crudismo, senza sentirmi incoerente. Chi va in cerca di una religione non la troverà nel blog di un’atea convinta

Per finire, vi devo assolutamente mostrare una cosa fantastica che mi ha dato immensa soddisfazione: ho ricevuto un bellissimo regalo da Manuel, un disegno nato dalle sue mani piene di talento che mi rappresenta in tutta la mia Missvanillosità!

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