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oddio mi sto perdendo…

Sto lavorando troppo…accidenti alla collega in ferie :)

Anche oggi mi sono fatta 10 ore di negozio e una volta a casa sono troppo stravolta anche per pensare. Credo che sia anche per questo motivo che nessun governo abbia interesse a far lavorare di meno le persone, più lavorano più si stancano e meno pensano. Io comunque oggi un po’ ho pensato, talvolta lo faccio, mentre osservavo il banco dell’ortofrutta.

Abbiamo ananas dal Camerun, banane dall’Ecuador, mele dalla Nuova Zelanda (ma kiwi emiliani in compenso) , fragole spagnole, pere argentine, pompelmi dal sud della francia, arance siciliane della stagione che fu, e ciliegie ed albicocche italiane dal sud. Alla faccia del km zero….

Come si fa? Mangio la mia frutta che adoro e che ha viaggiato più di Phileas Fogg o mi converto alle biete e patate locali? Sono onestamente in crisi. L’impatto ambientale di un crudismo come il mio sarà maggiore o minore rispetto a quello di una dieta basata su vegetali cotti e locali? Quanto impatto ha il consumo di energia per la cottura? E km 0 che vuol dire veramente? Mangiare arance siciliane, per me che sto in Veneto, è davvero tanto diverso che mangiare fragole  spagnole? In realtà questo è un quesito che mi pongo da anni, ma ancora non ho una risposta. Rimango in attesa dei fichi dell’albero dei miei amici, e nel frattempo continuo come sempre nel modo che mi fa stare meglio, sperando che sia anche quello più giusto.

Il mio menù di oggi:

  • succo di pompelmo, carota e limone a colazione
  • albicocche in mattinata, numero imprecisato
  • insalata a pranzo
  • albicocche e banane nel pomeriggio, numero imprecisato
  • frullato banana-ciliegie a cena

tutta la frutta odierna proviene dalla cassettina “scarto” del negozio, ovvero buona ma non vendibile.

Posso etichettarmi “freegan” :-)

Meno sprechi, tutti felici.

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Il commento di Facchinetti (ma qual è il tuo nome? Mi fa strano chiamarti Facchinetti, che suppongo sia il cognome…) alla vignetta precedente mi ha fatto venire in mente che cosa scrivere oggi.

Da tempo volevo scrivere un post un poco polemico sul mondo del biologico e sui bioconsumatori, essendo una realtà che sto sperimentando direttamente e che sto anche confrontando con il passato, dato che già a 20 anni mi ero ritrovata a lavorare in una piccola biocooperativa. Un mondo che si è “evoluto moltissimo”…

Tuttavia, oggi mi sento in vena di raccontarvi alcune cose belle, e nessuna polemica.

Per chi non lo sapesse, da qualche mese lavoro part time in un negozio bio della mia città. Come tutti i negozi, anche quello in cui lavoro ha degli sprechi quotidiani, inevitabili.

Alcune cose sono aberranti a mio parere. Vi faccio un esempio: abbiamo ricevuto una bolletta dell’acqua spaventosa, e la ragione è che il nostro condizionatore va ad acqua, perchè raffredda ad acqua. Indi, un consumo galattico di questa risorsa fondamentale. Si può evitare? Possiamo fare a meno del condizionatore? Oddio, sto scivolando nella polemica e mi ero ripromessa di non farlo…

Beh, il fatto è che il negozio vende certi prodotti che necessitano di frigorifero, quindi abbiamo frighi e congelatori che consumano energia. Tali macchianari sviluppano calore, molto calore, che appunto scalda l’ambiente che per la maggior parte dei mesi dell’anno sarebbe invivibile se non ci fosse il condizionatore che raffredda l’aria.

Non lo trovate allucinante??

Un condizionatore che abusa di acqua ed energia elettrica per raffreddare un negozio che si surriscalda perchè i frigoriferi usano energia per raffreddare il cibo che contengono…. Assurdo. Ma per ora lascio stare la polemica, lo avevo promesso.

Dunque il negozio, dicevamo, produce scarti quotidiani. I supermercati ne producono a montagne, lo sapevate? Per fortuna esiste qualche progetto geniale che si occupa anche di questo, come il Last Minute Market, ideato dal professor Andrea Segrè che ho conosciuto a Saporbio lo scorso giugno.

Noi, nel nostro piccolo, facciamo un lavoro di recupero eccellente. Io ne sono orgogliosa.

La mattina presto Betty e Gabriella si occupano di sistemare le verdure, scartando quelle bruttine, quelle rovinate, eliminando le foglie vecchie. Creano un banco di frutta e verdura bellissimo, e gli scarti prendono due direzioni. Quelli mangiabili (verdure brutte ma buone) finiscono in cella frigo, e poi vengono destinate al consumo interno (cioè ce le pappiamo noi!). Quelle più bruttarelle vanno in un grande sacco che qualche minuto più tardi un vecchietto verrà a ritirare per la moltitudine di volatili dell’area faunistica del parco della mia città. Insomma, le anatre di Mestre mangiano bio :)

Contrariamente a quello che fanno i supermercati, noi i prodotti vicini alla scadenza non li ritiriamo per buttarli, ma li mettiamo in offerta. Noi riduciamo gli sprechi, e i clienti risparmiano qualcosa: a me pare un atteggiamento sensato e produttivo, che non rovina il marketing di nessuno e rende tutti felici, ambiente compreso.

Capita comunque di avere prodotti scaduti che, specie se si tratta di secco, sono ancora perfetti. Noi mettiamo tutto in uno scatolone ed ogni tanto io faccio una gran raccolta e consegno tutto a Barbara che porta il tutto al canile di Monselice. Anche i cagnetti di Monselice, ogni tanto, mangiano bio :)

Per finire, la mia cara collega Miko mi mette da parte il pane vecchio che avanza, quello proprio secco. Ultimamente il pane finisce a casa di mia mamma, che fa dei gran pastoni con gli avanzi per gli uccellini. Quindi, anche molti merli e passerotti di Mestre mangiano bio :)

Non trovate che sia una bella catena ottimizzata di riduzione? Meno sprechi e siamo tutti felici :)

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PS: Dopo aver visto ieri notte Robo su facebook, ho compreso che ormai l’era della comunicazione digitale ha coinvolto davvero tutti. Prima che anche il mio gatto Mirtillo si apra un suo blog, ho pensato di darmi una svegliata e di aprire un gruppo su facebook per tutti i crudisti e simpatizzanti tali, rigorosamente vegan.

Esistono infatti altri gruppi raw, ma non vegan, e anzi uno è frequentato da sbrana-animali, quindi ho volutamente creato un gruppo non violento.
Visto che esiste facebook, riuniamoci anche su facebook, male non fa darci visibilità e incuriosire le persone :wink:
crudo e vegan – crudismo non violento