
Il commento di Facchinetti (ma qual è il tuo nome? Mi fa strano chiamarti Facchinetti, che suppongo sia il cognome…) alla vignetta precedente mi ha fatto venire in mente che cosa scrivere oggi.
Da tempo volevo scrivere un post un poco polemico sul mondo del biologico e sui bioconsumatori, essendo una realtà che sto sperimentando direttamente e che sto anche confrontando con il passato, dato che già a 20 anni mi ero ritrovata a lavorare in una piccola biocooperativa. Un mondo che si è “evoluto moltissimo”…
Tuttavia, oggi mi sento in vena di raccontarvi alcune cose belle, e nessuna polemica.
Per chi non lo sapesse, da qualche mese lavoro part time in un negozio bio della mia città. Come tutti i negozi, anche quello in cui lavoro ha degli sprechi quotidiani, inevitabili.
Alcune cose sono aberranti a mio parere. Vi faccio un esempio: abbiamo ricevuto una bolletta dell’acqua spaventosa, e la ragione è che il nostro condizionatore va ad acqua, perchè raffredda ad acqua. Indi, un consumo galattico di questa risorsa fondamentale. Si può evitare? Possiamo fare a meno del condizionatore? Oddio, sto scivolando nella polemica e mi ero ripromessa di non farlo…
Beh, il fatto è che il negozio vende certi prodotti che necessitano di frigorifero, quindi abbiamo frighi e congelatori che consumano energia. Tali macchianari sviluppano calore, molto calore, che appunto scalda l’ambiente che per la maggior parte dei mesi dell’anno sarebbe invivibile se non ci fosse il condizionatore che raffredda l’aria.
Non lo trovate allucinante??
Un condizionatore che abusa di acqua ed energia elettrica per raffreddare un negozio che si surriscalda perchè i frigoriferi usano energia per raffreddare il cibo che contengono…. Assurdo. Ma per ora lascio stare la polemica, lo avevo promesso.
Dunque il negozio, dicevamo, produce scarti quotidiani. I supermercati ne producono a montagne, lo sapevate? Per fortuna esiste qualche progetto geniale che si occupa anche di questo, come il Last Minute Market, ideato dal professor Andrea Segrè che ho conosciuto a Saporbio lo scorso giugno.
Noi, nel nostro piccolo, facciamo un lavoro di recupero eccellente. Io ne sono orgogliosa.
La mattina presto Betty e Gabriella si occupano di sistemare le verdure, scartando quelle bruttine, quelle rovinate, eliminando le foglie vecchie. Creano un banco di frutta e verdura bellissimo, e gli scarti prendono due direzioni. Quelli mangiabili (verdure brutte ma buone) finiscono in cella frigo, e poi vengono destinate al consumo interno (cioè ce le pappiamo noi!). Quelle più bruttarelle vanno in un grande sacco che qualche minuto più tardi un vecchietto verrà a ritirare per la moltitudine di volatili dell’area faunistica del parco della mia città. Insomma, le anatre di Mestre mangiano bio
Contrariamente a quello che fanno i supermercati, noi i prodotti vicini alla scadenza non li ritiriamo per buttarli, ma li mettiamo in offerta. Noi riduciamo gli sprechi, e i clienti risparmiano qualcosa: a me pare un atteggiamento sensato e produttivo, che non rovina il marketing di nessuno e rende tutti felici, ambiente compreso.
Capita comunque di avere prodotti scaduti che, specie se si tratta di secco, sono ancora perfetti. Noi mettiamo tutto in uno scatolone ed ogni tanto io faccio una gran raccolta e consegno tutto a Barbara che porta il tutto al canile di Monselice. Anche i cagnetti di Monselice, ogni tanto, mangiano bio
Per finire, la mia cara collega Miko mi mette da parte il pane vecchio che avanza, quello proprio secco. Ultimamente il pane finisce a casa di mia mamma, che fa dei gran pastoni con gli avanzi per gli uccellini. Quindi, anche molti merli e passerotti di Mestre mangiano bio
Non trovate che sia una bella catena ottimizzata di riduzione? Meno sprechi e siamo tutti felici

PS: Dopo aver visto ieri notte Robo su facebook, ho compreso che ormai l’era della comunicazione digitale ha coinvolto davvero tutti. Prima che anche il mio gatto Mirtillo si apra un suo blog, ho pensato di darmi una svegliata e di aprire un gruppo su facebook per tutti i crudisti e simpatizzanti tali, rigorosamente vegan.
Esistono infatti altri gruppi raw, ma non vegan, e anzi uno è frequentato da sbrana-animali, quindi ho volutamente creato un gruppo non violento.
Visto che esiste facebook, riuniamoci anche su facebook, male non fa darci visibilità e incuriosire le persone 
crudo e vegan – crudismo non violento
Ultimi commenti