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Il digiuno fa bene, non digiunate!

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Da diverso tempo pensavo di scrivere la mia precisa opinione riguardo al digiuno.

La ragione principale è che la maggior parte delle email che ricevo sono relative al digiuno e ai suoi benefici, e provengono da persone affascinate dalla possibilità di depurarsi, guarire o dimagrire in breve tempo.

Io ho provato questa terapia diverse volte in passato, e anche forme attenuate di digiuno basate sull’assunzione di soli succhi di frutta e verdura.

Due anni fa ho provato a non mangiare per 18 giorni, solo acqua riposo e pazienza. Non avevo e non ho mai avuto problematiche particolari, se non la voglia di provare una esperienza nuova e fare un po’ di pulizie di primavera.

Cercando in rete la parola “digiuno” si possono trovare tantissime opinioni, dalle più entusiaste alle più negative specie se provenienti dalla cosiddetta medicina ufficiale oppure da persone che non hanno mai nemmeno provato a digiunare anche solo per una giornata.

Io, per mia esperienza, sono assolutamente favorevole a qualche forma di depurazione, fatta di tanto in tanto e per periodi non troppo prolungati.

Tutto quello che si può dire di positivo sul digiuno e sulle sue proprietà curative a livello fisico e anche mentale, è assolutamente vero.

Tuttavia, quando mi scrive qualcuno che, entusiasta, vuole provare a disintossicarsi per una settimana, mi vengono i brividi. E non posso fare altro che dissuaderlo.

Quando sono arrivata ad astenermi dal cibo per 18 giorni, sapevo perfettamente dove stavo andando e cosa stavo facendo, e soprattutto cosa sarebbe successo dopo, ero preparata psicologicamente, e nonostante tutto DOPO è stata dura, molto più che DURANTE.

I primi esperimenti di questo genere li ho iniziati forse 20 anni fa, e sono arrivata a capire che l’astensione dal cibo, totale o parziale, è un atto estremo, ne converrete con me.

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Io lo paragono al dondolarsi in altalena.

Se rimanendo fermi si rimane in equilibrio, appena si inizia a dondolare ci si sposta dalla stabilità. Digiunare significa dondolarsi sino a raggiungere il punto più alto, perciò inevitabilmente si avrà come conseguenza uno spostamento opposto e contrario sulla nostra altalena.

Il che, tradotto, significa lasciarsi andare alle abbuffate compulsive non appena terminato il digiuno.

Chiunque prima di intraprendere un percorso così estremo, specie se per la prima volta, non è in grado di valutare quanto sia difficile mantenere l’equilibrio dopo giorni di privazione volontaria.

E’ difficile quanto fermare l’altalena puntando i piedi mentre è al culmine del suo movimento verso l’estremo opposto.

Di fatto, mantenere una corretta alimentazione DOPO il digiuno equivale a puntare i piedi, frenando con tutte le forze mentali che possediamo l’impulso di gettarci su qualunque alimento presente nel frigorifero.

Io ho imparato questa lezione sbagliando e facendomi male diverse volte.

Poi ho capito cosa dovevo fare e come dovevo comportarmi, e comunque la ripresa alimentare non è stata semplice.

Mi è capitato di seguire una persona durante un breve digiuno di una settimana lo scorso anno, e nonostante le mie raccomandazioni, le spiegazioni e la mia presenza vicina, questa persona ha comunque commesso qualche errore alimentare, che per quanto piccolo ha avuto comunque qualche effetto negativo su di uno stomaco messo a riposo per 7 giorni.

Ecco perché non riesco a consigliare il digiuno ai neofiti che mi scrivono.

Non tanto per i giorni di privazione, già di per sé difficili, quanto per ciò che potrebbe capitare dopo, quando il cibo viene reintrodotto.

Un apparato digerente che per diversi giorni ha avuto modo di riposare, ed un organismo che si è messo di tutto impegno ad eliminare tossine, non gradiscono la violenta aggressione di alimenti sbagliati.

Quando si riprende a mangiare dopo un periodo di astensione, il desiderio di mangiare i cibi peggiori è molto forte, spesso si scatena un impulso irresistibile ad ingurgitare qualunque cosa, ed è possibile che si scatenino disordini alimentari ed un susseguirsi di abbuffate, sgarri digiuni punitivi e sensi di colpa.

Insomma, si continua a dondolare sull’altalena senza più riuscire a fermarsi, senza più riuscire a puntare i piedi per tornare al punto di stabilità.

Chiunque desideri affrontare un digiuno dovrebbe essere consapevole della sua difficoltà, non tanto durante ma dopo, e a mio avviso dovrebbe informarsi il più possibile e preferibilmente affidarsi ad un centro specializzato dove poter essere seguito per alcuni giorni durante la ripresa alimentare.

Digiuni e parassiti

Il mio digiuno è terminato. E’ durato 6 giorni ed è stato perfetto così. Se fosse stata primavera e avessi avuto dei giorni di ferie lo avrei probabilmente continuato e sarebbe stato il caso di continuare, ma ora è durato quello che doveva durare. Ogni volta che digiuno accumulo informazioni e conoscenza su me stessa e imparo nuove cose; ogni volta mi accorgo che la parte veramente difficile del digiuno non è il digiuno stesso ma la ripresa alimentare che segue.

Per quanto si possa stare attenti, si finisce sempre col sovraccaricare un pochino troppo lo stomaco, e inevitabilmente l’organismo reagisce con senso di nausea e malessere. Io ora sto mangiando frutta, ma è difficile non eccedere anche con questa. Tuttavia la ripresa sta andando bene, sono in forze e tutto ha ripreso a funzionare come si deve, però ieri sera devo aver mangiato troppo (2 arance, 1 fico d’india) perchè stanotte ho avuto un sonno molto disturbato, ho anche sognato di cadere da un precipizio e non è stato simpatico.

Filippo, che commenta il mio blog ogni tanto, è stato sempre molto incuriosito dai miei digiuni, e ha vouto provare anche lui l’esperienza, più che altro spinto da curiosità e per vedere se ci sarebbe riuscito. Per essere un neofita è stato bravissimo, ha digiunato 8 giorni! Quando ha ripreso a mangiare, però, nonostante avesse letto qualche cosa sul digiuno in questi giorni e nonostante gli avessi raccomandato di fare molta attenzione, ha sottovalutato la cosa e ieri sera ha ceduto alla tentazione di mangiare un pacchetto di crackers. Quando l’ho saputo l’ho sgridato moltissimo ma omai era fatta. Si è trovato con un mattone pesantissimo sullo stomaco che l’ha tormentato tutta la notte. Credo si sia convinto di mangiare la frutta almeno per i primi tempi (ieri sera mi ha chiesto disperato “ma la pizza quando la posso mangiare?”) ma l’ho bloccato in tempo mentre stava mescolando banane ed arance. Eh già, anche con la frutta bisogna stare attenti!

E’ per questa ragione che un digiuno andrebbe condotto con la supervisione di qualche esperto se non lo avete mai fatto. Uno pensa di sapere benissimo come fare, di capire da solo i segnali del proprio corpo, ma non sempre è così semplice. L’esperto, inoltre, andrebbe anche ascoltato…

In molti mi hanno chiesto maggiori informazioni circa la pratica di eliminazione dei parassiti. Per ripondere anche a Doni, in relatà conoscevo da tempo la dottoressa Hulda Clark, che ha anche scritto dei libri su questo tema, ma non ho mai veramente preso in considerazione le sue pratiche, anche per la difficoltà di procurarmi determinati ingredienti necessari per la procedura. Chi volesse approfondire l’argomento potrà trovare moltissime informazioni sul sito http://www.drclarkinfocenter.com/ita/
Comunque, per darvi un’idea di quello che possiamo trovare all’interno dei nostri organismi ecco una simpatica immagine…

parasite.jpgNon so cosa pensare del metodo della Clark. Per farvi un riassunto, se non avete voglia di leggere troppo sull’argomento, la questione riguarda i parassiti di varia natura che sono ospitati nel nostro organismo. Alcuni sono saprofiti, ovvero hanno con noi una interazione benefica e ci aiutano nella digestione di molti alimenti e addirittura sono indispensabili, producendo per noi vitamine come la B12 che altrimenti non saremmo in grado di ottenere (di fatto, la maggior parte di noi non è più in grado di autoprodursi la B12 ed è costretta a dipendere da fonti alimentari esterne o da integratori, un segno di grave squilibrio interno). Molti di questi organismi sono però dei parassiti, ovvero hanno con noi una interazione negativa, assorbendo la nostra energia vitale, pur senza portarci alla morte (non è nel loro interesse). Finchè c’è equilibrio e i parassiti non sono troppi, le cose vanno bene. Dopotutto i parassiti non si può pensare di eliminarli tutti. Le rogne nascono nel momento in cui, per cattiva alimentazione o altri fattori ambientali, i parassiti prendono il sopravvento.

Vi sono vari metodi per abbassare la quantià di parassiti e la dottoressa Clark mise a punto uno “zapper”, un aggeggio con due elettrodi da tenere in mano e al quale applicare una frequenza di disturbo per i parassiti. Non ho mai provato questa cosa, ricordo che il mio amico Kristof ne acquistò uno, lo provammo ma secondo noi non funzionava affatto.

Altri metodi prevedono un periodo di depurazione abbinato all’assunzione di preparati, come il mallo di noce, l’assenzio, i chiodi di garofano. Non è facile trovare questi prodotti, più che altro l’assenzio che è un veleno, perciò non ho mai approfondito la questione.

Tuttavia il seminario di domenica ha stimolato parecchio la mia curiosità e di sicuro dopo la pulizia del tratto gastrointestinale che farò a gennaio vorrò fare una prova. Se non altro farò da cavia e vi saprò dire cosa si prova e come si sta dopo :-) Forse una alimentazione crudista è già sufficiente per ottenere un tratto gastrointestinale equilibrato. Io almeno l’ho sempre pensato, però non ho mai fatto la controprova. Se dopo la pulizia mi sentirò infnitamente meglio è segno che una dieta crudista forse non basta. Vedremo.

Devo ora capire come procurarmi questi ingredienti, ma ho qualche contatto con delle erboristerie quindi forse questo canale potrebbe essere proficuo. La cura, in pratica, consiste in un lavaggio del colon tutte le sere per una settimana con un preparato costituito da una tisana di assenzio, succo di limone, succo di cavolo cappuccio e succo di rapa rossa. In contemporanea si prendono per via orale il mallo di noce e degli opercoli di chiodi di garofano. Tutto ciò dovrebbe eliminare una buona dose di parassiti e restituire una valanga di energia, probabilmente risolvendo anche tanti altri piccoli (o grandi) problemi di salute.

Siccome mi conosco, so che non potrò resistere alla tentazione di fare questo esperimento. So anche che molte persone che mi leggono avranno la definitiva conferma che sono pazza… però confessate… una eliminazione di parassiti raccontata sul blog è anche più avvincente di un Grande Fratello! ;-)

Parassiti e digiuni a parte, la vita in pianura padana procede grigia umida e nebbiosa. La palestra è in stand-by in questo periodo, quindi mi sono dedicata maggiormante alle relazioni sociali. Ho rivisto qualche amico, sono andata al cinema con Marco a vedere “Lezioni di cioccolato” (ero in ansia perchè ero al 5 giorno di digiuno e temevo una crisi di fame ma è andata bene), a fare una camminata a Venezia con Andrea e oggi pomeriggio io e Filippo andremo alle terme a rilassarci… Mica scema Missvanilla… ;-)

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