Da alcuni giorni regnava un’atmosfera strana nel Castello dell’Orto. Si era sparsa la voce che la principessina Bun non aveva più fame e non mangiava più. Ogni giorno i domestici le portavano in camera i piatti più succulenti, ma dopo qualche ora erano costrette a ritirare i vassoi ancora pieni. Perché la principessina Bun non li aveva toccati .
Ormai non si parlava d’altro tra tutti i servitori del castello, ma all’inizio nessuno aveva il coraggio di dirlo al Re dell’Orto, temendo la sua furia, perché sapevano quanto volesse bene alla principessina.
La principessina, però, ormai non toccava cibo da giorni e rischiava di ammalarsi. I servitori quindi si decisero a chiamare il dottore del castello, in modo che visitasse la principessina e poi riferisse lui stesso al Re.
Il dottore accorse subito e si chiuse nella camera della principessina. Uscì dopo pochi minuti, scuro in volto e visibilmente preoccupato. Non disse niente ai servitori e si diresse subito dal Re.
“Sire – disse il dottore al Re – la principessina Bun è molto malata. Non vuole più mangiare”.
Il re andò subito su tutte le furie: “Impossibile. Nel mio regno ci sono i cibi più buoni di tutto il mondo. Se la principessina Bun è malata, è colpa di voi medici che non sapete curarla”.
Il dottore scosse la testa: “Mio signore, la principessina ha detto che non vuole i cibi del Castello, ma vuole mangiare solo un frutto”.
Il re si adirò ancora di più e chiamò tutti i domestici: “Andate subito a cercare un frutto per la principessina Bun, o vi taglio la testa”.
I domestici corsero subito fuori dal castello, ma dopo due giorni tornarono a mani vuote. Non c’era più un frutto in tutto il Regno dell’Orto. Il re aveva fatto togliere tutti gli alberi per fare più spazio ai pascoli dei suoi animali. I domestici lo dissero al Re. Ma questi non si perse d’animo: “Nel mio regno ci sono i cibi più prelibati, troverò sicuramente qualcos’altro che piaccia alla principessina”.
Fece portare Bun nel salone di ricevimento e convocò tutti i suoi allevatori: che ognuno portasse il suo animale più bello da offrire alla principessina. Per due giorni sfilarono davanti alla principessina le più belle mucche, grasse e piene di latte, i più saporiti vitelli, gli agnelli dalla carne più tenera, la selvaggina più saporita. Ma la principessina rimaneva triste ed in silenzio. Finchè, stremata dalla fame, non perse i sensi e cadde in un sonno profondo senza risveglio.
Il re fece portare la principessina Bun nella sua stanza, la fece adagiare sul lettino e le costruì una bacheca di cristallo intorno. Poi cacciò tutti servitori dal castello e si chiuse nella sua stanza. A piangere.
Il castello dell’Orto adesso era deserto. Nn c’era più nessuno. Solo nella stanza della principessina Bun si vedeva ancora qualcosa che si muoveva. Era un piccolo ragnetto, che si affannava a spingere quello che per lui era un enorme masso. Era in realtà un nocciolo di ciliegia. Era stata l’ultima ciliegia che la principessina aveva mangiato. Il nocciolo era caduto sotto il letto e nessuno dei domestici l’aveva visto. Quindi era rimasto lì. Il ragnetto continuava a spingerlo. Riusciva a spostarlo di pochi centimetri al giorno. Spingeva di giorno e di notte, non si fermava né per dormire nè per mangiare. Ma alla fine, dopo giorni e giorni, era riuscito ad arrivare fino al davanzale della finestra. Un’ultima spinta e il nocciolo cadde nel cortile del castello e si infilò nella terra.
Trascorse tutto l’autunno, passò il rigido inverno, ed infine arrivò la primavera. Poi la calda estate. Poi trascorse un altro anno e dopo un altro ancora. Il castello ormai iniziava ad andare in rovina. La principessina non si era più svegliata ed il Re continuava a piangere nella sua stanza.
Una mattina di primavera la principessina Bun si svegliò. Il ragnetto era riuscito ad entrare nella sua bacheca di cristallo e le si era appoggiato sulla guancia, per darle un bacino. La principessina Bun aprì gli occhi e guardò la finestra. E vide il miracolo. Davanti alla finestra ora cresceva un bellissimo arbusto di ciliegio, con i rami pieni di foglie ed i piccoli frutti che pian piano crescevano. La principessina ritrovò tutte le forze, aprì la bacheca di cristallo e si alzò dal letto, per correre alla finestra. Poi corse nella stanza del Re per abbracciarlo.
Da quel giorno il Castello dell’Orto rinacque. Il re richiamò tutti i servitori, fece liberare tutti gli animali e al posto dei pascoli fece piantare tutti i noccioli di ciliegia che la principessina Bun aveva ripreso a mangiare. Il Regno dell’Orto divenne più bello e più felice di prima. Pieno di colori, di alberi e di fiori. Da tutti gli altri regni venivano a visitarlo perché ne avevano sentito raccontare le bellezze. Ed ogni visitatore portava in dono alla principessina Bun i frutti più belli del suo paese. E così di giorno in giorno il Regno dell’Orto si arricchiva anche di frutti ed alberi nuovi, strani e sempre più colorati. Ma per quanto belli e maestosi, nessuno dei nuovi alberi riuscì mai ad eguagliare in bellezza quello che una volta era solo un piccolo arbusto di ciliegia davanti alla finestra della principessina Bun
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