Colombina si era svegliata presto. Impaziente. Si era lavata la faccia e vestita in tutta fretta. Non vedeva l’ora di uscire con la mamma in cortile. Era il momento più bello della giornata. Il giro in cortile a salutare tutti gli animali, a dargli da mangiare, a parlargli. Sì, perché Colombina voleva bene a tutti gli animali della sua fattoria. Aveva fatto amicizia, ci parlava pure.
La mamma la chiamò e Colombina scese di corsa. Era domenica e Colombina aveva fatto la brava per tutta la settimana. Quindi aveva meritato il premio. Poteva tenere lei la cesta dove raccogliere le uova. Prese dal tavolo la cesta, che a lei era sempre sembrata enorme, ed uscì con la mamma.
Si sentiva grande. Colombina e la mamma fecero il giro di tutta la fattoria. Prima a salutare i cavalli, poi nel recinto dei maiali. Un breve saluto alle caprette che pascolavano e finalmente nel pollaio. A Colombina piacevano le galline, perché ogni mattina le regalavano quelle uova che a lei piacevano tanto. In particolare Colombina si era affezionata a Marta, la gallina più vecchia del pollaio. Faceva le uova più grosse e più gustose. Ogni giorno. Colombina raccolse prima le uova delle altre galline, poi per ultima si avvicinò a Marta. La salutò e le parlò. Poi la spostò e trovò il suo uovo. Bello e grande. Colombina lo prese e depose in cima alla cesta. Poi tornò con la mamma a casa.
La giornata era appena iniziata e Colombina si sentiva già felicissima. La mamma iniziò a preparare da mangiare e Colombina, visto che non doveva andare a scuola, poteva finalmente stare a guardarla ed ad aiutarla. La mamma dispose la farina sul tavolo ed iniziò a rompere le uova. Colombina sapeva già cosa significavano quei gesti. Significavano torta. E Colombina già pregustava la torta che avrebbe mangiato a pranzo. Era affascinata dal lavoro della mamma e da quante cose buone le regalavano tutti i suoi amici animali della fattoria.
La domenica successiva capitò un piccolo imprevisto. Colombina si era alzata e preparata come al solito. Ma la mamma non l’aveva ancora chiamata. Andò allora nella sua stanza e la trovò ancora a letto. La mamma aveva preso un brutto raffreddore e quella mattina non poteva uscire. Quindi disse a Colombina che quel giorno avrebbe dovuto occuparsi lei della fattoria. Tutti gli animali avevano ancora da mangiare. Bisognava solo andare a raccogliere le uova delle galline. Colombina era felicissima. Certo, le dispiaceva che la mamma fosse ammalata, ma era eccitata di poter andare a raccogliere le uova da sola. Prese la sua cesta e si diresse al pollaio. Cominciò a prendere le uova da tutte le galline, poi come al solito alla fine si avvicinò a Marta. Le parlò, come al solito. Ma Marta, quel giorno, non voleva spostarsi. Colombina cercò di spingerla un po’, per farla alzare e prendere l’uovo, Ma Marta reagì e per poco non la colpì con una beccata. Colombina prima si spaventò, poi si indispettì e sposto Marta con decisione. Ed ecco finalmente l’uovo. Sempre lì, come al solito. Bello e grande, come al solito.
Chissà perché voleva tenerselo per sè, pensò Colombina. Forse Marta aveva deciso di farsi una torta e aveva bisognò dell’uovo. Ci sorrise sopra. Allungò la manina per prenderlo, ma appena lo toccò, l’uovo si mosse. Colombina ritrasse la mano. L’uovo si muoveva. Colombina rimase ad osservare. L’uovo piano piano iniziò ad incrinarsi. L’uovo si stava rompendo. E Colombina era quasi spaventata. Sapeva che la mamma l’avrebbe sgridata se avesse rotto qualche uovo. Questa volta non era colpa sua, ma aveva paura che la mamma non le credesse. E poi temeva che se l’uovo si fosse rotto, il tuorlo sarebbe uscito e avrebbe sporcato il pollaio. Rimase quindi immobile in attesa di decidere cosa fare. L’uovo si ruppe, ma il tuorlo non uscì. Colombina si avvicinò ancora di più per vedere meglio. Dentro l’uovo rotto si muoveva qualcosa. Ma non era il tuorlo. Era un piccolissimo pulcino. Raggrinzito, spennacchiato. Sembrava quasi un ragnetto da quanto era brutto. Colombina lo prese in mano e lo guardò meglio. Era bellissimo. Lo accarezzò e lo ripose vicina a Marta. Poi uscì dal pollaio, contentissima. E tornò in casa. La mamma stava meglio e si era alzata dal letto. Era già in cucina ed aveva messo la farina sul tavolo. Aspettava le uova di Colombina per iniziare a fare la torta. Ma Colombina rientrò a casa con la cesta vuota. Prima di uscire dal pollaio aveva rimesso tutte le uova accanto alle galline.
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